martedì 7 maggio 2013

Ma che cos'è il B.I.M.?



Il percorso che mi ha portato a lavorare con un software B.I.M. è stato influenzato dagli ultimi esami universitari che di fatto hanno orientato sia gli argomenti della mia tesi che l'approccio al disegno progettuale. Tra il 2001 e il 2004 ho iniziato a capire la differenza di filosofia tra un tipo di software CAD classico come AutoCAD della Autodesk e alcuni applicativi parametrici, nella fattispecie mi ricordo che il primo approccio fu proprio con un applicativo di Autocad, una sorta di plugin, che si chiamava AddCAD: questo mi permetteva di disegnare gli elementi costruttivi del mio progetto parametrizzandoli, ed una volta inseriti alcuni dati quali altezza, larghezza e spessori dei componenti, avevo poi la possibilità di visionare direttamente la sua forma tridimensionale, potendo anche scegliere sia una visualizzazione assonometrica che prospettica. Poco dopo, durante un laboratorio di industrializzazione dell’edilizia iniziai ad approcciarmi alla versione 5 di Archicad della Graphisoft, rimasi colpito  sia dalla facilità con cui riuscivo a passare da una visualizzazione bidimensionale ad una tridimensionale, che dalla gestione delle telecamere e dalla possibilità di inserire materiali e oggetti parametrici. Queste prime esperienze mi portarono a capire l’importanza di disegnare e rappresentare un unico modello virtuale da cui estrapolare tutti gli elaborati grafici che definiscono un progetto. Dal mio modello virtuale potevo ottenere le piante, le sezioni ed i prospetti con una certa facilità, ma anche la rappresentazione tridimensionale del mio progetto, molto richiesta dai committenti nei miei primi anni di attività, e che oggi accompagna tutti i miei lavori.
Il mio strumento di lavoro quotidiano è pertanto diventato Archicad, un software B.I.M., ma cosa significa? B.I.M. è l’acronimo di Building Information Modeling, tradotto modello d’informazioni di un edificio, un software che utilizza questa tecnica permette di creare un edificio virtuale che contiene molteplici dati di un’opera che si sta progettando, quali la sua localizzazione geografica, la sua forma, i materiali che vengono utilizzati, il tipo di struttura portante, i particolari costruttivi, la definizioni delle fasi operative dalla progettazione alla realizzazione dell’opera, ma anche la manutenzione della stessa. Tutti questi dati possono essere consultati dagli operatori per ottenere altre informazioni quali il computo metrico e tutti gli elaborati grafici di progetto necessari sia per l’ottenimento delle autorizzazioni comunali che per la normale attività di cantiere. In contesti strutturati è comune condividere l’edificio virtuale con gli attori principali (progettisti, committenti, costruttori) che possono intervenire durante le varie fasi del processo edilizio, in questo caso si parla di Teamwork.
Oggi esistono diversi software che utilizzano il B.I.M., tra questi abbiamo già citato Archicad della Graphisoft, poi abbiamo Allplan della Nemetschek e  Revit dell’Autodesk. Mi piacerebbe anche avviare una discussione sul confronto tra questi tre software, potenzialità e difetti, premettendo che su questo argomento mi sento un grande tifoso ungherese!         

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